La società dello spettacolo
un progetto internazionale di teatro d'inchiesta di Hombre Collettivo
La società dello spettacolo
un progetto internazionale di teatro d'inchiesta di Hombre Collettivo
regia Riccardo Reina
con Angela Forti, Riccardo Reina, Aron Tewelde, Yele C. Ferrari, Nicolas Casoni
in collaborazione con Micro Macro ets / Insolito Festival (Parma), Krila / TranziT Festival (Rijeka, Croazia), SAMPO Festival (Helsinki, Finlandia), Anellodebole APS (Colorno).
Le residenze della Società dello Spettacolo sono sostenute dall'European Fund for Emerging Artists (EFFEA), un'iniziativa dell'European Festivals Association (EFA), co-finanziata dall'Unione Europea.
Progetto realizzato in collaborazione con La Corte Ospitale – Forever Young 2026.
Debutto previsto nel 2027
La società dello spettacolo è un progetto di ricerca e creazione performativa che indaga i processi di spettacolarizzazione della vita politica e pubblica in Europa dagli anni ’80 a oggi. Il set continuamente allestito e disallestito di una non meglio definita “trasmissione”, sempre in onda. Uno spazio scenico-non luogo che si rivela essere la suite dell’Hotel Ritz in cui Margaret Thatcher trascorse gli ultimi giorni della sua vita, accompagnata dagli spettri dell’Alzheimer e di un’intera epoca storica, per un ultimo, irreale bilancio della propria battaglia politica.
Il progetto nasce dalla rilfessione filosofica di Guy Debord, in particolare dal concetto di "spettacolo integrato", e dall’osservazione della trasformazione della politica in spettacolo mediatico, in cui immagini e dispositivi comunicativi assumono un ruolo centrale nella costruzione della percezione pubblica. Analizzare il nodo della memoria individuale e il suo farsi memoria collettiva è il principio metodologico fondante: attraverso un sistema interattivo e distopico, il funzionamento della società dello spettacolo è messo in scena in un dispositivo in cui l’amnesia individuale si fa rappresentazione collettiva.
Il progetto
Il progetto nasce dall’osservazione della trasformazione della politica in spettacolo mediatico, in cui immagini e dispositivi comunicativi assumono un ruolo centrale nella costruzione della percezione pubblica. Gli anni ’80 segnano un punto di svolta: deregulation dei mercati, globalizzazione economica, disuguaglianze crescenti e affermarsi della leadership politica come performance modificano radicalmente il rapporto tra cittadini, istituzioni e media. Insospettabile underdog e apparente rappresentante dei valori della politica tradizionale, Margaret Thatcher seppe tradurre la logica della comunicazione spettacolare all’interno delle dinamiche politiche e farsi maschera del cambiamento che si attuò in Europa a partire dagli anni ‘80. La sua progressiva perdita di memoria diviene lente attraverso cui osservare le distorsioni e le dispercezioni della società spettacolare. La caduta del Muro di Berlino simboleggia la fine delle grandi narrazioni ideologiche, aprendo la strada a un mondo in cui la comunicazione politica si basa sempre più sulla personalizzazione dei programmi politici, su narrazioni semplificate e immagini mediate. In questo contesto, La società dello spettacolo cerca di comprendere come il passaggio dalla partecipazione alla percezione abbia inciso sulla costruzione della memoria e dell’identità collettive dei cittadini europei. Il progetto si colloca quindi all’intersezione tra teatro, storia, media studies e studi civici, affrontando la complessità dei fenomeni contemporanei con un approccio transdisciplinare. Il progetto intende, infatti, sperimentare l'integrazione di ricerca storica e artistica, pratica archivistica e drammaturgica, combinando lavoro sul campo, interviste e workshop con comunità locali, studenti universitari e persone in contesti di fragilità, elaborando esperienze culturali e sociali diverse in un unico percorso performativo, che si articolerà in diversi territori europei. La sperimentazione scenica prevede la manipolazione di oggetti e materiali audiovisivi in tempo reale, la sovrapposizione tra immagine reale e virtuale e la costruzione di quadri performativi che uniscono dimensione analitica ed emotiva, restituendo una percezione articolata e immersiva del processo di spettacolarizzazione politica. La motivazione della ricerca è culturale e civica: comprendere come le forme di spettacolo politico abbiano plasmato la società contemporanea permette di interrogarsi sulle possibilità del teatro come strumento di decodifica critica e di costruzione di spazi partecipativi. Anche tramite l’attività di coinvolgimento diretto e partecipativo, il progetto intende trasformare il pubblico in co-produttore di senso, creando reti culturali transnazionali e promuovendo una riflessione condivisa attorno alle dinamiche attraverso cui comunica e si comunica il potere, e un’interrogazione aperta attorno a ciò che suscita la partecipazione politica alla vita collettiva, o a ciò che invece ne allontana. Il progetto si configura come un laboratorio teatrale aperto, in cui il pubblico, in virtù della dimensione polisemica delle immagini, continuerà a partecipare al processo di creazione e riflessione critica anche durante la visione. Tale interazione assumerà la forma scenica di un quiz distopico e non verbale: gli spettatori potranno decidere se partecipare e, forse, incidere nel processo spettacolare (esserne complici?), oppure se astenersi dal rispondere (ed esserne vittime, o testimoni?). Analizzare il nodo della memoria individuale e il suo farsi memoria collettiva è il principio metodologico fondante del lavoro. Da un lato, una ricerca sul corpo dei performer e sul modo in cui lo spazio spettacolare trasforma lo spazio fisico. Dall’altro, un ambiente scenico che richiama l’estetica pop e commerciale di quegli anni, la poetica confortante e alienante dei primi spot e talk show. Attraverso un sistema interattivo e distopico, il funzionamento della società dello spettacolo non viene solo raccontato, ma messo in scena in un dispositivo in cui l’amnesia individuale si fa rappresentazione collettiva.
La società non esiste
Laboratorio di ricerca performativa e archivio collettivo
Il laboratorio è concepito come un dispositivo partecipativo di indagine artistica sul rapporto tra politica, media e rappresentazione dagli anni ’80 a oggi. A partire dal pensiero di Guy Debord e dal concetto di “spettacolo integrato”, il percorso traduce in pratica scenica una riflessione sui processi di spettacolarizzazione della vita pubblica e sulla trasformazione del ruolo del cittadino in spettatore multimediale. Il laboratorio non è un semplice momento formativo, ma uno spazio di co-ricerca: i partecipanti contribuiscono alla costruzione di un archivio condiviso e alla produzione di materiali drammaturgici che possono confluire nel processo creativo dello spettacolo. Elemento centrale è la creazione di un archivio emotivo e documentario, composto da memorie individuali, immagini, oggetti, simboli, materiali audiovisivi, riferimenti sonori a icone musicali legati a determinate “epoche” o “momenti storici”. La restituzione finale è concepita, a seconda della forma e dei giorni a disposizione, come work in progress performativo oppure esposizione/installazione del materiale raccolto. Lo spazio può assumere una forma espositivo-museale temporanea, in cui il pubblico attraversa materiali, ascolta testimonianze, osserva oggetti e immagini, e incontra brevi attivazioni performative. È prevista la presenza di diversi ambienti sonori in modalità “silent” (con cuffie wireless), che lascerà al pubblico la possibilità di scegliere il proprio grado di immersione e inciderà in diverso modo sulla percezione dell’evento. La restituzione non presenta un’opera conclusa, ma rende visibile un processo di ricerca.
Destinatari
Il laboratorio è rivolto a cittadini e cittadine del territorio, studenti e insegnanti (scuole superiori e università), giovani artisti, persone in contesti di fragilità, pubblico dei festival ospitanti. La composizione del gruppo viene adattata al contesto locale, mantenendo una dimensione intergenerazionale e interculturale.
Durata e formati
Sono previste due possibili configurazioni: una forma intensiva (1–3 giorni) con un percorso concentrato di attivazione, raccolta materiali e composizione, con restituzione finale. Una forma estesa (4–7 giorni) con unercorso approfondito che integra ricerca, sperimentazione scenica, scrittura collettiva e allestimento di una restituzione espositivo-performativa più articolata.
Un progetto internazionale
Le collaborazioni già confermate coinvolgeranno Micro Macro ets di Parma per quanto riguarda il supporto produttivo e l’ospitalità di un workshop nel contesto di Insolito Festival 2026. Dal punto di vista del network internazionale, sono confermate le collaborazioni con il SAMPO Festival di Helsinki e il Tranzit Festival di Rijeka (Croazia), che ospiteranno il gruppo in due residenze durante le quali verrà portato avanti, contemporaneamente, il lavoro drammaturgico e scenico, così come verranno realizzati workshop con i pubblici dei due festival. Il Tranzit Festival, inoltre, ospiterà un’anteprima del lavoro nel mese di novembre 2026. La collaborazione tra Insolito Festival, SAMPO e Tranzit Festival è resa possibile anche dal grant EFFEA, di cui il gruppo è recentemente risultato beneficiaro. Si rinnova la collaborazione con Anellodebole APS e la Casa di Cura a Trattamento Protratto "1° maggio" di Colorno, che hanno già ospitato il gruppo nel 2025 per una sessione residenziale priliminare che ha visto il coinvolgimento diretto degli ospiti della struttura nel processo di cocreazione e indagine delle tematiche prese in esame e che ospiteranno nuovamente il progetto nel mese di aprile 2026.
I nostri partner
Micro Macro ets / Insolito Festival, Parma (Italia)
Anellodebole APS, Colorno (Italia)
La Corte Ospitale, Rubiera (Italia)
Tranzit Festival, Rijeka (Croazia)
SAMPO Festival, Helsinki (Finlandia)
Come aderire al progetto
Ospitando il laboratorio "La società non esiste" presso il tuo teatro o festival
Donando o finanziando direttamente il progetto se ne hai la possibilità
Ospitando il gruppo di lavoro per continuare il progetto di ricerca se hai a disposizione uno spazio nella tua città
Patrocinando il progetto anche solo formalmente, aiutandoci a costruire un percorso di credibilità con i nostri futuri partner e fruitori
Mettendoci in contatto con enti, associazioni, realtà che conosci e che potrebbero essere interessate al progetto
Semplicemente dandoci un tuo feedback e facendoci sapere se il progetto ha attirato la tua attenzione, o dandoci suggerimenti per migliorarlo
Iscrivendoti alla nostra newsletter per ricevere gli aggiornamenti relativi al progetto
Le prossime tappe
3-19 giugno 2026 / Residenza presso La Corte Ospitale
13-14 luglio 2026 / Primo studio / Festival l'Emilia e una notte, Rubiera
21-27 agosto 2026 / Residenza e workshop / SAMPO Festival (Helsinki)
21 - 24 settembre 2026 / Workshop / Insolito Festival (Parma)
13-21 novembre 2026 / Residenza, workshop e anteprima croata / TranziT Festival (Rijeka)